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Adeguata alle nuove disposizioni del D.lgs. 50/2016 la guida elaborata da ITACA recante “Guida alla redazione dei documenti per la trasparenza e tracciabilità della fase esecutiva dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture”

Nel corso della seduta del 21 dicembre 2016 il Consiglio Direttivo di ITACA ha approvato l’adeguamento alla innovata disciplina dei contratti pubblici (D.lgs. 50/2016), della “Guida alla redazione dei documenti per la Trasparenza e Tracciabilità (T&T) della fase esecutiva dei contratti pubblici di lavori servizi e forniture”, già adottata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 19 febbraio 2015. Il documento, redatto nell’ambito del Gruppo di lavoro interregionale “Legalità e Trasparenza di ITACA, coordinato dalla Regione Campania ed a cui partecipano anche organismi di rappresentanza degli operatori economici (associazioni delle imprese, sindacati e consigli nazionale degli ordini professionali), sarà a breve supportato anche da uno specifico strumento informatico. La guida contiene alcuni allegati tecnici contrattuali utili a promuovere buone prassi di trasparenza per le amministrazioni aggiudicatrici nella gestione della fase esecutiva di un contratto pubblico, per la quale i rischi della corruzione e del condizionamento della criminalità organizzata sono storicamente accertati e si esprimono con maggiore forza e frequenza, in special modo nella gestione dei subappalti e dei subcontratti. Più in particolare, le indicazioni proposte vogliono perseguire un efficace monitoraggio sull’applicazione delle norme vigenti nella fase esecutiva, definendo nel dettaglio metodologie e procedure per la Trasparenza e Tracciabilità del flusso di denaro attinente al contratto.


Parere del Consiglio di Stato sullo schema di decreto recante la definizione dei contenuti della progettazione in materia di lavori pubblici

Il Consiglio di stato, nel parere del 10 gennaio 2017 n. 22 sullo schema di decreto ministeriale su proposta del Consiglio superiore dei lavori pubblici, previsto dall’articolo 23, comma 13 del nuovo codice dei contratti pubblici che definisce i tre livelli progettuali, invita il Governo a coinvolgere ITACA e più in generale le autonomie territoriali nell’elaborazione del testo, che rappresenta uno dei punti cardine della disciplina di dettaglio al Codice. I giudici di Palazzo Spada, in particolare, chiedono un supplemento di istruttoria e per tale motivo sospendono l’espressione del parere dopo avere formulato taluni rilievi di carattere generale e su specifiche previsioni del testo finora elaborato. Nel merito, dopo avere rimarcato come una delle maggiori novità della nuova disciplina (che il decreto è chiamato ad attuare) riguarda la sostituzione del progetto preliminare con il progetto di fattibilità tecnica ed economica che «assume un ruolo chiave nell’ambito del processo di progettazione», il parere evidenzia come lo schema di decreto abbia previsto la possibilità di articolare in due fasi il progetto di fattibilità, con la prima fase che si conclude con la redazione del «documento di fattibilità delle alternative progettuali». Secondo il Consiglio di Stato, invece la suddivisione bifasica del primo livello «non appare favorire la linearità della procedura» e non risulta coerente con il Codice che invece «sembra favorire la concentrazione delle fasi».


Consultazione per la ricognizione sullo stato di attuazione del “Codice dei contratti pubblici”

Il Dlgs. 18 aprile 2016 n. 50 “Codice dei contratti pubblici” prevede che la Cabina di Regia, istituita dall’articolo 212, effettui una ricognizione sullo stato di attuazione del codice stesso, nonché delle difficoltà riscontrate dalle stazioni appaltanti nella fase di applicazione, al fine di proporre eventuali soluzioni correttive e di miglioramento. A tal fine, la Cabina di regia ha deciso di lanciare una consultazione rivolta alle stazioni appaltanti. La consultazione prevede il ricorso ad un questionario, volto a rilevare le principali difficoltà attuative e a raccogliere proposte di riformulazione normativa in vista dell’elaborazione del provvedimento correttivo del codice. La consultazione è rivolta ai RUP (Responsabile Unico del Procedimento) delle stazioni appaltanti, sia delle Amministrazioni centrali che di quelle territoriali. Realizzata dalla Cabina di regia in collaborazione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, l’Agid e l'Osservatorio regionale dei contratti pubblici, primo interlocutore di supporto delle stazioni appaltanti del territorio (Regioni, Enti locali, Enti territoriali), con il supporto del loro organo di coordinamento tecnico ITACA, la consultazione prevede la compilazione di un questionario, al quale i RUP potranno accedere online tramite un link contenuto in una e-mail a loro indirizzata. I risultati saranno analizzati e successivamente trasmessi alla Cabina di Regia, in tempo utile per l’elaborazione del provvedimento correttivo. La consultazione ha preso avvio il 16 dicembre 2016 e si concluderà il 16 gennaio 2017.


Approvato il Protocollo ITACA per la valutazione della sostenibilità energetico e ambientale a Scala Urbana

Nella seduta del 21 dicembre 2016 il Consiglio Direttivo di ITACA ha approvato il Protocollo ITACA per la valutazione della sostenibilità ambientale a Scala Urbana. Il nuovo Protocollo, definito nell’ambito di uno specifico gruppo di lavoro interregionale, è stato realizzato sulla base di un apposito Accordo sottoscritto tra ITACA e la Regione Toscana a cui è stato anche attribuito l’affidamento delle funzioni di coordinamento dell'attività di progetto. L'obiettivo del Protocollo ITACA è formulare un giudizio sintetico sulla performance globale di un insediamento urbano, assegnando un punteggio. A differenza della metodologia utilizzata nei Protocolli ITACA per gli edifici, nel Protocollo per le aree urbane, in cui sono prevalenti aspetti strettamente relazionati ai sistemi normativi e pianificatori regionali e comunali, risultava estremamente complesso, individuare benchmark validi per tutte le realtà urbane del territorio nazionale. La complessità e la diversità dei caratteri e delle problematiche dei centri urbani nel territorio nazionale ha suggerito di affrontare il lavoro di taratura degli indicatori in un secondo momento, vale a dire ad una ulteriore fase di approfondimento e sperimentazione che richiederà un maggiore impegno delle Regioni e degli enti locali interessati. Gli interventi volti alla riqualificazione della città implicano il superamento dei soli aspetti legati al recupero edilizio di singole parti della città o della loro messa in valore immobiliare. Tali processi infatti impongono un ripensamento complessivo in quanto implicano, oltre ai necessari interventi di recupero edilizio e funzionale delle parti degradate ed obsolete di città, una serie di altri elementi legati al concetto di sostenibilità che vanno dal miglioramento energetico ed ambientale dell’organismo urbano, alla qualità degli spazi pubblici, alle connessioni ecologiche, alla sicurezza, alla accessibilità materiale ed immateriale, al sistema della mobilità pubblica, alla flessibilità degli spazi, alla complessità funzionale e alla capacità di rispondere alla domanda sempre crescente di integrazione sociale.


Piano Formativo Nazionale sulla nuova disciplina dei contratti pubblici

Nel corso del 2017 sarà avviato il Piano Formativo Nazionale sulla nuova disciplina dei contratti pubblici, attuato sulla base del Protocollo d’intesa sottoscritto tra il Dipartimento politiche europee, l’Agenzia per la coesione territoriale, la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. L’accordo siglato prevede la realizzazione di uno specifico piano di formazione, compreso tra le azioni prioritarie indicate nella strategia per la riforma degli appalti pubblici, finanziato nell’ambito del Piano di Rafforzamento Amministrativo PRA con fondi POR FSE 2014-2020, volto a risolvere la criticità della carente professionalizzazione e della scarsa capacità delle medesime. volto a risolvere le criticità della carente professionalizzazione delle stazioni appaltanti anche a seguito della nuova disciplina introdotta dal decreto legislativo 18 aprile 2016, n.50. Il nuovo Codice dei contratti pubblici introduce, in particolare, un apposito sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, secondo un nuovo modello di aggregazione e centralizzazione delle committenze, teso a valutare il complesso delle attività che caratterizzano un processo di acquisizione di un bene, servizio o lavoro, sulla base di una serie di requisiti tra cui il sistema di formazione ed aggiornamento del personale che opera all'interno della stazione appaltante.


Programmazione biennale beni e servizi, art. 1 comma 505 della Legge stabilità 2016

Per consentire alle amministrazione pubbliche di comunicare al Tavolo Tecnico dei Soggetti Aggregatori i dati della programmazione biennale degli acquisti di beni e servizi di importo unitario stimato superiore a 1 milione di euro, così come previsto dall'art. 1 comma 505 della Legge stabilità 2016, viene reso disponibile, nell'area Soggetti Aggregatori del portale "Acquisti in Rete", il tracciato standard da utilizzare e le modalità di trasmissione.


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Sancita l’intesa in Conferenza Unificata sulle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni

22/12/2016 - La Conferenza Unificata nella seduta del 22 dicembre 2016 ha espresso l'intesa sullo schema di Decreto del Ministero delle infrastrutture e trasporti recante il testo aggiornato delle Norme Tecniche per le Costruzioni di cui al DPR 380/2001 e al DL 136/2004. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nell’intesa, ha richiesto al Governo di istituire, con tutta la celerità possibile, un Gruppo di lavoro tecnico tra Regioni ed ANCI, che sviluppi una proposta di revisione del DPR 380/2001 introducendo: ▪ il vincolo del Fascicolo del Fabbricato, o altro, analogo, strumento informativo; ▪ principi specifici per la formazione degli operatori; ▪ certi e adeguati processi di controlli e sanzioni; ▪ nuovi criteri per l’aggiornamento delle NTC. La Conferenza delle Regioni ha altresì proposto al Governo alcuni emendamenti e alcune ulteriori importanti raccomandazioni da ritenersi parte integrante e sostanziale del parere espresso in sede di Conferenza Unificata.


VALUTAZIONE ENERGETICO AMBIENTALE EDIFICI: LA REGIONE MARCHE AGGIORNA LE LINEE GUIDA E ORGANIZZA CORSI GRATUITI PER 242 TECNICI

01/09/2016 - Aggiornate le linee guida per la valutazione energetico ambientale degli edifici residenziali. La giunta delle Regione Marche ha approvato la modifica su proposta della vicepresidente Anna Casini che è anche presidente dell’Istituto per la certificazione degli appalti e la compatibilità ambientale (ITACA), lo stesso che a livello nazionale ha dettato la nuova Prassi di riferimento per il settore. “Nella doppia veste di presidente di Itaca e assessore della Regione capofila al tavolo interregionale per l’edilizia sostenibile – ha spiegato Casini – ho ritenuto opportuno che le Marche fossero tra le prime a dare il buon esempio adeguandosi alle direttive di Itaca riguardo ai nuovi decreti per la certificazione energetica che hanno modificato sostanzialmente modalità e metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche. Si tratta di un tema tecnico e complesso per i non addetti, ma particolarmente importante per tutti i cittadini perché incide fortemente sulla qualità delle nostre abitazioni e di conseguenza anche sulla qualità della nostra vita e dell’ambiente circostante.


Nuovo prezziario delle opere edili in Liguria

21/06/2016 - E' stato approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore alle Infrastrutture e all'ambiente Giacomo Giampedrone il nuovo prezziario delle opere edili in Liguria. Il prezziario, che sarà on line e accessibile a tutti gratuitamente, prende in esame circa 7.500 voci, costantemente aggiornate e rese disponibili a tutti i soggetti interessati. Tutte le voci e i prezzi saranno utilizzabili da tutti gli operatori, sia pubblici che privati e scaricabili.


Pubblicato il rapporto sugli appalti pubblici in Alto Adige: assegnate gare per 985 milioni di euro, la parte del leone le fanno le aziende locali.

02/05/2016 - Nel corso del 2015, in Provincia di Bolzano, sono stati assegnati incarichi pubblici per 985 milioni di euro, e l’83,3% delle gare è andato ad aziende con sede in Alto Adige. Questi i dati principali che emergono dal Rapporto sugli appalti pubblici in Alto Adige elaborato dall’Agenzia per i procedimenti e la vigilanza in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. La percentuale di appalti “made in Südtirol” sale addirittura al 92,4% se si considera solamente il settore dei lavori pubblici, mentre per quanto riguarda il valore economico delle gare, quelle aggiudicate ad aziende locali coprono il 70,3% dell’impegno finanziario totale. Un dato da non sottovalutare, soprattutto se si pensa che nel 2011 questa cifra si attestava al 47,4%.


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rss Rassegna stampa

20/01/2017 - Corriere Adriatico Raddoppio della variante dopo 31 anni si fa il progetto

20/01/2017 - Corriere del Veneto Pedemontana, presentata la nuova task force Zaffa: avanti con i cantieri, si apre nel 2020

19/01/2017 - Il Fatto Quotidiano Zone sismiche, cemento triplicato in quarant'anni

19/01/2017 - Il Sole 24 Ore Controlli e verifiche da rifare su case, capannoni e scuole

19/01/2017 - La Stampa Cuneo -Asti, il Governo apre al tracciato senza galleria

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